I vampiri, cattivi o buoni?

I vampiri, cattivi o buoni?

13/01/2011 Cinema - Tv Libri 0

Credo di essere una delle poche ormai a non aver visto Twilight, ma tra pubblicità, commenti e trailer vari non ho potuto fare a meno di farmene un’idea. E l’idea di un vampiro cosi poco tradizionale, che potesse uscire di giorno senza subire conseguenze, che si innamorasse, che non si cibasse di sangue umano, mi lasciava perplessa. Sinceramente non so ancora adesso se  questo nuovo tipo di vampiro buono mi attiri e mi piaccia, o stuzzichi soltanto la mia vena romantica.

Perchè parlarne ora? No, non ho ancora visto quel film e tutti i vari seguiti, anche se a questo punto potrebbero incuriosirmi. Ho ripensato a questo film perchè ho iniziato a guardare la nuova serie tv The Vampire Diaries, dove ci sono vampiri che credo siano una via di mezzo tra quelli tradizionali e gotici tipo Dracula, e questi nuovi di Twilight. La serie ammetto mi piace, ma credo di seguirla più per la storia d’amore che per l’ambientazione vampiresca.

In questo nuovo modo di concepire il vampiro, questo si riduce a un uomo o donna affascinante, che reca con se un briciolo di mistero e che se qualcosa andasse storto potrebbe ritorcersi contro l’amante umano, e che porta con se un briciolo di paura che rende il tutto più intrigante. Non c’è quasi più l’aurea di male che si percepiva prima in un personaggio di questo tipo, e col fatto che si nutra di sangue animale o da banche del sangue al vampiro viene anche tolto tutto il gusto della caccia.

Insomma potevano prendere un ragazzo normale e solo un po’ scapestrato che il risultato era lo stesso, le poche differenze sono per l’ambientazione che può essere semi-fantastica e quindi presentare elementi assurdi che altrimenti non sarebbero possibili, e per il fatto che se anche un vampiro è dissoluto o vizioso o altro non viene giudicato male perchè è nella sua natura, un modo di giudicare ipocrita che però si adatta alla società di oggi, se una cosa è palesemente malvagia si può perdonare o chiudere un occhio, ma se è una persona normale a comportarsi in un modo diverso dal coro vi è subito un giudizio moralistico.

E’ anche vero che la vecchia tipologia di vampiro cattivo, stile Dracula e succubi vogliose è secondo me una caricatura forzata e poco accattivante almeno per i miei gusti, il racconto rimane  un racconto dell’orrore con poca suspance e poca inventiva per quanto carico di situazioni cruente. Trovo inoltre poco intrigante anche che queste creature dalla forza mostruosa abbiano però limiti assurdi come i crocefissi, l’acqua santa, l’aglio, o il fatto che sono attratti solo da fanciulle o fanciulli vergini per poterli portare alla dissolutezza prima di ucciderli.

Insomma non amo ne i vecchi vampiri, ne quelli nuovi, però amo i vampiri. Contraddizione? No, ci sono i vampiri di Anna Rice che io adoro, che sono più complessi rispetto a quelli vecchi, e sicuramente più misteriosi e malvagi rispetto a quelli moderni. Dal vampiro Louis, quello buono, a cui spiace uccidere gli umani, quello che li ama, ma che nonostante tutto li uccide spietatamente per poter sopravvivere lui stesso. Al vampiro Lestat, letale spregiudicato a cui non importa di nulla e nessuno, a cui non importa delle regole, degli umani, ma che però alla fine sceglie solo i malvagi come sue vittime. E a tutta un’altra serie di vampiri particolari, ognuno con una sua personalità diversa e unica, e ognuno malvagio e affascinante a suo modo. Per me alla fine i veri vampiri sono questi immortali, dannati dai loro ragionamenti e solitudine, che amano e odiano in modo esagerato e sproporzionato, e con una prospettiva diversa da quella umana.

Alla fine ognuno ha i suoi gusti, ma il mio consiglio è di provare a leggere i romanzi sui vampiri di Anna Rice in cui ogni emozione è portata all’estremo e vi riverbera dentro, e in cui ci sono solo considerazioni presentate dai vari personaggi, che contrastano l’una dalle altre, senza un giudizio di fondo, ma con la possibilità di poter scegliere quale prospettiva amare di più.

 

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